Come si vota
Una guida alle prossime elezioni politiche, per chi vota per la prima volta e per chi vive fuori sede. Spieghiamo come funziona, mai per chi votare.
Verificato il
Chi può votare
Per la Camera e per il Senato votano tutte le cittadine e i cittadini maggiorenni, cioè dai 18 anni compiuti.
Per il Senato fino al 2021 servivano 25 anni. La legge costituzionale n. 1 del 18 ottobre 2021 ha tolto quel limite ed è in vigore dal 4 novembre 2021.
Votare e candidarsi sono due cose diverse: per essere eletti servono 25 anni alla Camera e 40 al Senato.
Oggi i seggi sono 400 alla Camera (8 eletti all’estero) e 200 al Senato (4 eletti all’estero).
Cosa serve al seggio
Servono due cose: la tessera elettorale e un documento di identità con fotografia, per esempio la carta d’identità, la patente o il passaporto.
Il documento può essere scaduto, se per il resto è regolare e la foto ti riconosce senza dubbi.
Se non hai un documento valido puoi essere riconosciuto da un membro del seggio che ti conosce, da un altro elettore del tuo comune che ha un documento, o con la ricevuta della richiesta della carta d’identità elettronica.
Il cellulare e ogni altro apparecchio che fa foto o video va consegnato ai membri del seggio prima di entrare in cabina.
Ho perso la tessera o è piena
La tessera ha 18 spazi per i timbri. Quando sono finiti la rinnovi all’ufficio elettorale del Comune dove sei residente, facendo domanda.
Se l’hai persa o ti è stata rubata, il Comune può darti un duplicato su tua domanda. Serve la denuncia alle autorità di pubblica sicurezza, oppure basta una dichiarazione sostitutiva che attesta lo smarrimento.
Solo se non è possibile darti né la tessera né il duplicato, il sindaco può rilasciarti un attestato sostitutivo valido per quella sola votazione.
Non aspettare l’ultimo giorno. Alle politiche del 2022 l’ufficio elettorale era aperto dalle 9 alle 18 nei due giorni prima del voto e dalle 7 alle 23 la domenica, ma gli orari li stabilisce ogni volta il Comune.
Come funziona la scheda
OggiCon la legge in vigore oggi, fino al 23 ottobre 2026
Per ciascuna Camera hai un solo voto, da dare su un’unica scheda. Sulla scheda ci sono il nome del candidato del collegio uninominale, i simboli delle liste e i nomi dei candidati del proporzionale.
Il sistema è misto: 3/8 dei seggi si assegnano in collegi uninominali (vince il candidato più votato) e 5/8 con il proporzionale. Alla Camera i collegi uninominali sono 147 e al Senato 74.
Il voto disgiunto non è ammesso: se segni il candidato del collegio e una lista a cui non è collegato, il voto è nullo. Se segni solo il candidato, il voto vale anche per le liste che lo sostengono.
Alla Camera le liste entrano nella ripartizione dei seggi se superano il 3% dei voti validi in tutta Italia, le coalizioni il 10%, con alcune eccezioni, per esempio per le minoranze linguistiche.
Dal 24 ottobre 2026La nuova legge, in vigore dal 24 ottobre 2026
L’8 ottobre 2026 la Camera ha approvato in via definitiva una nuova legge elettorale. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 ottobre 2026 come legge n. 180 ed entra in vigore il 24 ottobre 2026. Fino ad allora resta valida la legge del 2017.
Il testo non fissa un’altra data: dal 24 ottobre 2026 è la legge con cui si votano le elezioni politiche.
Per la Camera il testo prevede un solo voto su un’unica scheda, con il simbolo di ogni lista e i nomi dei suoi candidati. Puoi dare fino a tre preferenze ai candidati della lista che voti, escluso il capolista. Se ne dai più di una, devono essere candidati di sesso diverso, altrimenti la seconda e la terza si annullano.
I collegi uninominali restano solo in Valle d’Aosta e in Trentino-Alto Adige.
È previsto un premio di governabilità per la lista o la coalizione che ha più voti validi a livello nazionale in entrambe le Camere e almeno il 42% dei voti validi in ciascuna.
Se studi o lavori fuori sede
OggiCosa vale oggi, fino al 23 ottobre 2026
Per il referendum del 22 e 23 marzo 2026 il Ministero dell’Interno ha scritto che chi è domiciliato per lavoro, studio o cure in un altro Comune non poteva votare nel Comune di domicilio, ma solo in quello di iscrizione elettorale. Votano dove si trovano soltanto alcune categorie, per esempio chi è ricoverato o detenuto.
Per le elezioni politiche non abbiamo trovato nessuna regola in vigore che permetta il voto nel Comune di domicilio. Se oggi si votasse, dovresti tornare nel Comune dove sei iscritto.
Dal 24 ottobre 2026Cosa prevede la nuova legge, in vigore dal 24 ottobre 2026
Lo stesso testo approvato l’8 ottobre 2026 (articolo 8) prevede il voto fuori sede per le politiche, le europee e i referendum. Ogni Comune avrebbe un elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel Comune di temporaneo domicilio.
Potrebbe chiederlo chi è domiciliato per studio o lavoro in una regione diversa da quella dove è iscritto alle liste elettorali, se resterà lì almeno nove mesi. Poi ci sono le persone in cura per almeno tre mesi in un’altra regione e chi li assiste (caregiver familiari).
La domanda va fatta al Comune di domicilio, di persona o online, con copia di un documento e un certificato o altro documento che prova la condizione. Il testo fissa il termine al 31 dicembre dell’anno prima del voto; se la condizione nasce dopo, entro 30 giorni e comunque non oltre il 45° giorno prima delle elezioni.
Fuori sede nella stessa regione di residenza non basta: il testo parla di regione diversa. Chi vota fuori sede sceglie tra le liste e i candidati della circoscrizione del Comune di domicilio.
Il termine è il 31 dicembre di ogni anno, per votare l’anno dopo: se si vota nel 2027, quindi, la domanda va fatta tra il 24 ottobre, quando la legge entra in vigore, e il 31 dicembre 2026. Come presentarla in pratica lo diranno il tuo Comune e il Ministero dell’Interno: controlla i loro siti.
Se vivi all’estero
Le cittadine e i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali apposite, votano di norma per corrispondenza. Eleggono 8 deputati e 4 senatori.
In alternativa puoi scegliere di votare in Italia, nel Comune dove sei iscritto, con una comunicazione scritta al Consolato entro il 31 dicembre dell’anno prima della scadenza naturale della legislatura, oppure entro 10 giorni dalla convocazione del voto se le Camere sono sciolte prima.
La nuova legge (n. 180 del 9 ottobre 2026) cambia anche come è divisa la circoscrizione Estero (articoli 6 e 7). Entra in vigore il 24 ottobre 2026: fino ad allora valgono le regole del 2017.
Quando si vota
Camera e Senato sono eletti per cinque anni. Le elezioni si tengono entro 70 giorni dalla fine delle Camere precedenti. Le Camere attuali sono quelle elette nel 2022, quindi il voto è atteso entro il 2027.
Una data non è stata fissata. Sarà il Presidente della Repubblica a indire le elezioni, e può anche sciogliere le Camere prima della scadenza. Quando le elezioni saranno convocate, aggiorneremo questa pagina.
Dove trovare liste e risultati
Le liste, i candidati e i risultati ufficiali delle elezioni politiche sono sul sito Eligendo del Ministero dell’Interno. Il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali raccoglie i dati e le informazioni sulle elezioni politiche ed europee.
Per le regole e gli avvisi di ogni consultazione, parti dalla pagina “Le elezioni” del Dipartimento.
Domande frequenti
Posso votare a 18 anni anche per il Senato?
Sì. Dal 4 novembre 2021 per il Senato votano tutti i maggiorenni, come per la Camera.
Il voto è obbligatorio?
No, ma la Costituzione dice che il suo esercizio è un dovere civico.
Quanti voti ho?
Un solo voto per ciascuna Camera, su un’unica scheda.
Posso votare nella città dove studio o lavoro?
Fino al 23 ottobre 2026 no: si vota nel Comune dove si è iscritti. Dal 24 ottobre entra in vigore la nuova legge, che lo permette a chi studia o lavora in un’altra regione e ci resta almeno nove mesi. Per votare l’anno dopo la domanda va fatta al Comune entro il 31 dicembre.
Il mio documento è scaduto, posso votare?
Di solito sì: i documenti con fotografia valgono anche se scaduti, purché siano regolari per il resto e la foto ti identifichi con certezza.
Quando si vota?
Non c’è una data. Le elezioni sono attese entro il 2027 e le indice il Presidente della Repubblica.
Non siamo un sito istituzionale: per ogni decisione sul tuo voto fa fede il Comune dove sei iscritto e il Ministero dell’Interno. Se trovi un errore, segnalacelo: lo correggiamo in pubblico.